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In occasione dell'Esposizione nella Galleria Gagliardi, San gimignano, Siena.
Nella foto dell'articolo "L'angelo ermafrodita" di Francesco Cento.

Interessante, e dotato lo scultore Francesco Cento, in pieno rispetto a quel ritorno
figurativo, che tanto interessa i nuovi mivimenti europei, portati avanti da Calvesi.
Si, Cento fa scultura nuova e a basso costo, basandosi su gessi e cotti splendidi, colorati,
che giocano da un moderno figurativo, fino a forme non definite volutamente, che stanno a
dimostrare l'universalità del soggetto presentato.
Indubbiamente "l'angelo ermagrodita" è un'opera d'arte, per quel senso di ambiguità
che Cento riesce a far sua ed a esprimere, sguardo intenso, innamorato di se stesso più
che degli altri, mistero interiore, dolcezza fra il maschile e il femminile, che si contrappongono
alla "Madre nera" dal volto pieno, senza voluta definizione di occhi, naso e particolari, perchè
madre nera, simbolo di tutte le madri nere del mondo.
Come pure "La madre e il gioco", "Madre e la favola", madri comuni, di tutti i giorni e quindi non
identificabili nelle forme che restano abbozzate, mai definite.
Quello che ci colpisce di Cento, sono i bozzetti preparatori che dimostrano grafica essenziale e perfetta.
Un giovane che è più di una promessa nell'arte contemporanea, ma che deve ancora
maturare.[...]
Gilberto Madioni
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